Babysitter (2022) regia di Monia Chokri ***
Babysitter (2022) regia di Monia Chokri ***
Regia: Monia Chokri
Anno: 2022
Paese: Canada
Genere: Commedia nera, drammatico
Protagonisti: Patrick Hivon, Monia Chokri, Nadia Tereszkiewicz, Steve Laplante
Babysitter è un film diretto da Monia Chokri, una delle voci più originali del cinema canadese contemporaneo. Presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2022, il film mescola elementi di commedia nera, satira sociale e dramma per esplorare tematiche complesse come il sessismo, la mascolinità tossica e i rapporti di potere all’interno delle relazioni. Basato su un’opera teatrale di Catherine Léger, Babysitter rappresenta un audace passo avanti nella carriera di Chokri, già nota come attrice e regista per il suo debutto La femme de mon frère (2019).
Il film è caratterizzato da uno stile visivo stravagante e surreale, che amplifica il tono ironico e provocatorio della narrazione. Con una forte componente femminista, Babysitter affronta la ridefinizione dei ruoli di genere con un approccio tanto critico quanto spiazzante.
La storia ruota attorno a Cédric (Patrick Hivon), un uomo sulla quarantina che lavora nel settore delle pubbliche relazioni. Dopo essere stato sospeso dal lavoro a causa di una battuta sessista fatta in diretta televisiva, Cédric si trova a dover rivalutare il proprio comportamento e le proprie convinzioni. La sua compagna Nadine (interpretata da Monia Chokri), una neo-mamma esausta e insoddisfatta, fatica a trovare un equilibrio tra il suo ruolo di madre e il desiderio di riprendere il controllo della propria vita.
Nel tentativo di affrontare il suo "problema con le donne", Cédric decide di scrivere un libro di scuse a tutte le donne che ha offeso nel corso della sua vita, con l’aiuto del fratello Jean-Michel (Steve Laplante), un intellettuale ambiguo che lo incoraggia in questo progetto pseudo-redentivo.
Nel frattempo, la coppia decide di assumere una babysitter per prendersi una pausa dalle responsabilità genitoriali. Entra in scena Amy (Nadia Tereszkiewicz), una giovane donna misteriosa e affascinante che sembra incarnare l’archetipo della babysitter perfetta. Tuttavia, la sua presenza sconvolge l’equilibrio familiare e porta alla luce tensioni nascoste e desideri repressi.
Amy non solo diventa un catalizzatore per il cambiamento, ma rappresenta anche un enigma, un simbolo ambiguo di seduzione e indipendenza che sfida le aspettative e mette in discussione i pregiudizi di Cédric e Nadine.
Monia Chokri adotta uno stile visivo audace e teatrale, ispirato al cinema europeo degli anni '60 e '70. Il film è caratterizzato da una forte estetica retro, con costumi, scenografie e colori che evocano un mondo sospeso tra realtà e fantasia. Chokri utilizza inquadrature simmetriche e movimenti di macchina deliberati per creare una sensazione di controllo e artificialità, che amplifica il tono surreale della narrazione.
Il ritmo del film è volutamente irregolare, alternando momenti di slapstick a dialoghi intensi e introspezioni drammatiche. Questa dissonanza stilistica riflette l’instabilità emotiva dei personaggi e sottolinea la natura ambivalente delle loro interazioni.
Un aspetto distintivo della regia di Chokri è l’uso dell’umorismo come strumento di critica sociale. Le situazioni comiche e assurde servono a evidenziare le contraddizioni nei comportamenti dei personaggi, invitando il pubblico a riflettere su questioni di genere e potere senza cadere nella predicazione.
Patrick Hivon (Cédric):
Hivon offre una performance convincente come uomo in crisi, incapace di riconciliare la propria identità con le aspettative di una società in evoluzione. Il suo Cédric è allo stesso tempo patetico e simpatico, un uomo goffo che cerca di fare i conti con il proprio maschilismo latente.
Monia Chokri (Nadine):
Chokri interpreta con sensibilità e umorismo il ruolo di Nadine, una donna intrappolata tra il ruolo di madre e il desiderio di affermazione personale. Il suo personaggio è il più complesso del film, oscillando tra frustrazione, vulnerabilità e determinazione.
Nadia Tereszkiewicz (Amy):
Tereszkiewicz brilla nel ruolo della babysitter enigmatica e seducente. Amy è un personaggio volutamente ambiguo, che sembra rappresentare proiezioni e fantasie più che una persona reale. La sua performance magnetica aggiunge un elemento di mistero e tensione al film.
Steve Laplante (Jean-Michel):
Jean-Michel, il fratello intellettuale di Cédric, è un personaggio che fornisce una controparte ironica e critica. Laplante interpreta il ruolo con una sottile vena comica, evidenziando l’ipocrisia e l’incoerenza del suo personaggio.
Mascolinità e sessismo:
Il film esplora il comportamento maschile in una società che sta ridefinendo i ruoli di genere. Cédric rappresenta un uomo che cerca di confrontarsi con le proprie azioni, ma lo fa in modo goffo e superficiale, evidenziando le difficoltà del cambiamento.
Ruoli di genere e maternità:
Attraverso Nadine, il film analizza le sfide affrontate dalle donne nel bilanciare aspettative sociali e desideri personali. La maternità è ritratta come una fonte di gioia ma anche di alienazione.
Desiderio e potere:
Amy diventa un simbolo del desiderio e delle dinamiche di potere all’interno delle relazioni. La sua presenza destabilizza i personaggi, costringendoli a confrontarsi con le proprie paure e insicurezze.
Satira sociale:
Il film critica l’ipocrisia della società moderna, in cui il desiderio di cambiamento spesso si scontra con la resistenza al sacrificio personale.
Babysitter è basato sull’opera teatrale di Catherine Léger, che ha collaborato con Chokri per l’adattamento cinematografico.
Nadia Tereszkiewicz, che interpreta Amy, ha ricevuto elogi per la sua capacità di incarnare un personaggio che oscilla tra realtà e simbolo.
Il film è stato girato in Québec, con una forte attenzione ai dettagli visivi per creare un’atmosfera fuori dal tempo.
Monia Chokri ha dichiarato che il film è una risposta personale alla crescente consapevolezza delle questioni di genere e al movimento #MeToo, pur evitando di essere esplicitamente didattico.
L’estetica del film si ispira al lavoro di registi come Pedro Almodóvar e Wes Anderson, noti per il loro stile visivo distintivo e i temi eccentrici.
Babysitter ha diviso la critica. Alcuni lo hanno lodato per il suo approccio coraggioso e provocatorio, sottolineando la capacità di Chokri di affrontare tematiche complesse con ironia. Altri hanno criticato il film per il suo tono irregolare e per la difficoltà di identificarsi con i personaggi.
Il film è stato apprezzato per la sua originalità e il suo stile visivo, ma alcune recensioni hanno trovato la narrazione troppo frammentata. Tuttavia, Babysitter è stato riconosciuto come un’opera significativa nel panorama del cinema canadese, capace di stimolare discussioni su temi di grande attualità.
MUBI