Il ritratto della signora Yuki (雪夫人絵図 Yuki fujin ezu) è un film del 1950 diretto da Kenji Mizoguchi. ****
Il ritratto della signora Yuki (雪夫人絵図 Yuki fujin ezu) è un film del 1950 diretto da Kenji Mizoguchi. ****
Il ritratto della signora Yuki è un film del 1950 diretto dal celebre regista giapponese Kenji Mizoguchi, noto per i suoi ritratti delicati e struggenti dell’universo femminile, spesso ambientati in contesti storici o culturali specifici. Basato sul romanzo omonimo di Fumio Niwa, il film è un’opera meno conosciuta rispetto ai capolavori successivi di Mizoguchi, come I racconti della luna pallida d’agosto o Vita di O-Haru, donna galante, ma rappresenta comunque un’importante tappa della sua carriera e un esempio della sua maestria nell’esplorare temi di amore, tradizione e conflitto interiore.
La storia segue le vicende di Yuki, una donna di alta classe sociale che, dopo un matrimonio combinato con il gentiluomo Naoyuki, si ritrova intrappolata in una relazione infelice. La trama si sviluppa come un dramma intimo, incentrato sul contrasto tra le aspettative sociali e il desiderio individuale. Yuki, educata secondo i rigidi codici morali e culturali dell’aristocrazia giapponese, è costretta a reprimere i suoi sentimenti e le sue passioni.
Il matrimonio con Naoyuki si rivela problematico sin dall'inizio: il marito si dimostra distante, incapace di comprendere la sensibilità e le sofferenze della moglie. Yuki, d'altra parte, cerca di mantenere la facciata di una donna perfetta, ma il suo spirito viene gradualmente schiacciato dalla solitudine e dall'insoddisfazione. Quando Naoyuki inizia a tradirla apertamente, la frustrazione di Yuki cresce, portandola a prendere decisioni che sfidano le convenzioni sociali.
Uno dei punti culminanti della trama è il rapporto che Yuki sviluppa con un giovane pittore, commissionato per realizzare il suo ritratto. Questo personaggio, simbolo di libertà creativa e individualità, rappresenta una via di fuga dal mondo opprimente in cui Yuki è intrappolata. La relazione tra i due non è priva di tensioni, poiché Yuki lotta con il senso di colpa e la paura del giudizio sociale.
La tragedia si compie quando le pressioni della società e le dinamiche di potere distruggono qualsiasi possibilità di felicità per Yuki, culminando in un finale malinconico che riflette le tematiche ricorrenti di Mizoguchi: l’inevitabile sofferenza delle donne in un mondo dominato da uomini e tradizioni oppressive.
Kenji Mizoguchi dirige il film con la sua consueta sensibilità visiva e narrativa. La sua regia si distingue per l’uso di long take e composizioni statiche, che conferiscono al film un ritmo meditativo e una profondità emotiva straordinaria. Mizoguchi utilizza gli ambienti come specchio della psicologia dei personaggi: le stanze ampie e fredde della casa di Yuki sottolineano la sua alienazione, mentre i paesaggi naturali servono da contrasto simbolico alla rigidità della società aristocratica.
Uno degli aspetti più affascinanti del film è l’attenzione ai dettagli culturali e storici, con una ricostruzione accurata degli interni e dei costumi che immergono lo spettatore nel Giappone del dopoguerra, un’epoca di transizione e conflitto tra modernità e tradizione.
Il cast del film è composto da interpreti di grande talento, molti dei quali avevano già collaborato con Mizoguchi in passato:
Michiyo Kogure nel ruolo di Yuki: L’attrice offre una performance intensa e sfumata, catturando la fragilità e la forza interiore del personaggio. Kogure, nota per il suo lavoro in altri film di Mizoguchi, è perfetta nel ruolo di una donna tormentata ma dignitosa.
Masayuki Mori nel ruolo di Naoyuki: Mori interpreta il marito di Yuki, un uomo che incarna il privilegio e l’arroganza dell’aristocrazia maschile. L’attore, già noto per film come Rashomon di Akira Kurosawa, offre una performance fredda e distaccata, che accentua il conflitto con la moglie.
Yasuko Kawakami nel ruolo della domestica fedele di Yuki: Il personaggio di Kawakami aggiunge una dimensione ulteriore alla storia, fungendo da testimone silenzioso delle sofferenze della protagonista.
Oppressione sociale: Il film esplora il peso delle convenzioni sociali e le aspettative poste sulle donne nell’alta società giapponese.
Conflitto tra tradizione e modernità: Attraverso i personaggi e le loro scelte, il film riflette il dilemma di un Giappone diviso tra il desiderio di progresso e il rispetto delle antiche tradizioni.
Il ruolo dell’arte: La figura del pittore e il tema del ritratto sono simbolici della possibilità di trascendere la realtà attraverso la bellezza e l’espressione individuale.
Adattamento letterario: Il film è basato sul romanzo di Fumio Niwa, un autore noto per i suoi ritratti psicologici complessi. Mizoguchi apportò alcune modifiche alla trama, concentrandosi maggiormente sul punto di vista di Yuki.
Tecniche cinematografiche: Mizoguchi utilizza un uso innovativo della camera mobile, con movimenti fluidi che seguono i personaggi e amplificano la loro emotività.
Riconoscimento critico: Pur non essendo tra i film più celebri di Mizoguchi, Il ritratto della signora Yuki è stato lodato per la sua profondità emotiva e il suo stile visivo raffinato, consolidando ulteriormente la reputazione del regista come maestro del melodramma.
Confronto con altre opere: Il film può essere visto come un precursore dei temi sviluppati in opere successive di Mizoguchi, come Le sorelle di Gion o Sansho il Balivo, dove le protagoniste affrontano sfide simili.
Il ritratto della signora Yuki è un’opera delicata e commovente che riflette l’abilità di Kenji Mizoguchi nel trattare temi universali attraverso una prospettiva profondamente umana. Nonostante sia meno noto rispetto ai suoi capolavori, il film merita un posto d’onore nella filmografia del regista per la sua bellezza visiva e la sua capacità di raccontare con eleganza le sofferenze e i desideri del cuore umano.
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