La zona d'interesse (The Zone of Interest) è un film del 2023 scritto e diretto da Jonathan Glazer *****
La zona d'interesse (The Zone of Interest) è un film del 2023 scritto e diretto da Jonathan Glazer *****
"La zona d'interesse" è un film drammatico del 2023 diretto da Jonathan Glazer, ispirato liberamente al romanzo omonimo di Martin Amis. Questo film ha ottenuto ampi consensi per il suo approccio innovativo e disturbante nel raccontare l'orrore della Shoah attraverso una prospettiva inusuale, spingendo lo spettatore a riflettere sul contrasto tra normalità e atrocità.
La storia è ambientata nei pressi del campo di concentramento di Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale, ma il film si concentra principalmente sulla famiglia del comandante del campo, Rudolf Höss (interpretato da Christian Friedel). Al centro della narrazione troviamo la vita apparentemente idilliaca della famiglia Höss, che vive in una villa lussuosa situata accanto al campo.
La moglie del comandante, Hedwig Höss (interpretata da Sandra Hüller), rappresenta l'emblema di una casalinga borghese devota alla sua famiglia. La coppia vive con i loro figli in un contesto che sembra isolato dalla violenza e dalla crudeltà che si consumano a pochi passi da loro. La routine quotidiana è scandita da pranzi, giochi dei bambini e conversazioni ordinarie, in netto contrasto con le grida, il fumo e il silenzio mortifero provenienti dal campo.
La narrazione del film è volutamente distante e impassibile, evitando di mostrare direttamente le atrocità di Auschwitz, ma facendo sentire la loro presenza attraverso l’audio e piccoli dettagli visivi che rompono l’apparente serenità della vita familiare.
Jonathan Glazer, noto per film come Under the Skin (2013) e Birth (2004), adotta uno stile minimalista e spiazzante per raccontare la storia. La sua regia è caratterizzata da:
Distanza Emotiva: Il film non cerca di coinvolgere emotivamente lo spettatore in modo diretto, ma invita a riflettere sulle dinamiche del male e sull’indifferenza umana.
Uso del Suono: L’audio gioca un ruolo cruciale. Il rumore dei treni, delle grida in lontananza e del crematorio diventa un sottofondo costante che spezza il silenzio apparentemente tranquillo della villa.
Fotografia Staticamente Elegante: La fotografia di Łukasz Żal, famoso per Cold War (2018), utilizza inquadrature fisse e simmetrie per enfatizzare la freddezza e la monotonia della vita quotidiana dei protagonisti.
Assenza di Colonna Sonora Tradizionale: La scelta di non utilizzare una colonna sonora convenzionale contribuisce a rendere il film ancora più inquietante, lasciando che siano i suoni ambientali a dominare.
Christian Friedel nel ruolo di Rudolf Höss: Friedel interpreta il comandante del campo, un uomo che vive in una condizione di alienazione morale, diviso tra il suo lavoro e la vita familiare.
Sandra Hüller nel ruolo di Hedwig Höss: Hüller offre una performance straordinaria, incarnando l’archetipo della moglie nazista che ignora volutamente la realtà brutale del campo, concentrandosi sul mantenere un’immagine di perfezione domestica.
Ralph Herforth e Steffi Kühnert in ruoli di supporto: Questi personaggi aiutano a contestualizzare ulteriormente la mentalità della società tedesca dell’epoca.
La Banalità del Male: Il film esplora il concetto elaborato da Hannah Arendt, mostrando come il male estremo possa essere normalizzato in un contesto quotidiano.
Indifferenza e Privilegio: La vita della famiglia Höss rappresenta un esempio di indifferenza morale e cieca accettazione del sistema nazista, sottolineando il potere del privilegio nel distorcere la percezione della realtà.
Contrasto tra Bellezza e Brutalità: Il giardino curato e la vita apparentemente serena della villa coesistono con l’orrore del genocidio, creando un contrasto che enfatizza l’assurdità della situazione.
Adattamento Libero: Sebbene il film prenda ispirazione dal romanzo di Martin Amis, Glazer si discosta notevolmente dal materiale originale, concentrandosi più sull’atmosfera che sulla narrazione dettagliata.
Riprese nei Pressi di Auschwitz: Le riprese non sono state effettuate all’interno del campo, ma in un set ricostruito con grande attenzione ai dettagli, rispettando la sensibilità del luogo storico.
Riconoscimenti: Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2023, il film ha ricevuto il Grand Prix, uno dei premi più prestigiosi. Inoltre, è stato selezionato come candidato del Regno Unito per il miglior film internazionale agli Oscar 2024.
Simbolismo Visivo: Ogni elemento scenografico è studiato per riflettere il tema della negazione e della complicità, dalla disposizione degli oggetti nella villa ai colori utilizzati nella fotografia.
"La zona d’interesse" è stato accolto con entusiasmo dalla critica per la sua capacità di affrontare un argomento così complesso con un approccio unico. Tuttavia, il film ha suscitato dibattiti per il suo tono distante e la sua scelta di non mostrare direttamente la brutalità dei campi di concentramento. Alcuni spettatori hanno trovato questa scelta troppo fredda o alienante, mentre altri l’hanno elogiata come un modo per spingere il pubblico a riflettere in profondità.
Punti di forza:
Regia e fotografia innovative.
Interpretazioni potenti, soprattutto quella di Sandra Hüller.
Approccio originale a un tema noto.
Critiche:
La distanza emotiva potrebbe non coinvolgere tutti gli spettatori.
Alcuni potrebbero trovare il ritmo troppo lento o la narrazione troppo indiretta.
"La zona d’interesse" non è un film facile da guardare, né vuole esserlo. Jonathan Glazer utilizza il mezzo cinematografico per esplorare i limiti della moralità umana e la complicità nell’orrore, senza ricorrere a espedienti visivi gratuiti. È un’opera che invita alla riflessione e sfida lo spettatore a confrontarsi con l’oscurità che può annidarsi dietro una facciata di normalità.
Per chi è interessato al cinema d’autore che affronta temi storici e morali con uno stile innovativo, questo film rappresenta un’esperienza cinematografica imperdibile.
SKY/NOW