Lenny è un film del 1974 diretto da Bob Fosse *****
Lenny è un film del 1974 diretto da Bob Fosse *****
Lenny è un film del 1974 diretto da Bob Fosse, un biopic potente e stilisticamente innovativo basato sulla vita del comico americano Lenny Bruce, una figura controversa e rivoluzionaria che ha trasformato il mondo della stand-up comedy, sfidando i limiti della censura e della libertà di parola negli Stati Uniti degli anni '50 e '60.
La trama segue l’ascesa e la caduta di Lenny Bruce, interpretato magistralmente da Dustin Hoffman, in una performance che lo consacra come uno degli attori più versatili e talentuosi del suo tempo. Il film si apre con Lenny sul palco, mentre esegue uno dei suoi monologhi provocatori e taglienti, per poi ripercorrere la sua vita attraverso una serie di flashback narrati dalla moglie, Honey Harlow (interpretata da Valerie Perrine), e da altre persone vicine a lui.
Lenny inizia la sua carriera nei cabaret, dove si distingue per uno stile comico audace e innovativo, basato su temi come la politica, la religione, il sesso e le ipocrisie della società. Tuttavia, il suo successo professionale è accompagnato da una vita personale turbolenta: il matrimonio con Honey, un’ex spogliarellista, è segnato da alti e bassi, dipendenze e difficoltà legali.
Il film si sofferma sui numerosi problemi giudiziari di Lenny, accusato più volte di oscenità per i contenuti espliciti delle sue performance. Nonostante ciò, continua a combattere per la libertà di espressione, ma il peso delle sue battaglie lo conduce a un progressivo isolamento, culminando nella sua tragica morte per overdose nel 1966.
La regia di Bob Fosse è un elemento fondamentale del film. Fosse, già noto per il suo lavoro in Cabaret (1972), adotta uno stile crudo e documentaristico per raccontare la storia di Lenny. Girato in un bianco e nero evocativo, il film ricorda i reportage fotografici e i documentari dell’epoca, sottolineando il realismo e l’intensità emotiva della narrazione.
L’uso del bianco e nero non è solo una scelta estetica, ma un modo per trasmettere l’idea di un’America in bianco e nero, moralmente e culturalmente divisa, in cui Lenny si muove come una figura liminale, né completamente accettata né del tutto rifiutata.
Fosse sperimenta con una struttura narrativa non lineare, alternando scene di interviste, performance sul palco e momenti della vita privata di Lenny. Questa frammentazione riflette la natura complessa e contraddittoria del personaggio, catturando sia la sua genialità comica sia le sue fragilità umane.
Dustin Hoffman offre una delle sue interpretazioni più memorabili, trasformandosi completamente in Lenny Bruce. Hoffman riesce a cogliere la carica carismatica e ribelle del comico, così come le sue insicurezze e i suoi demoni interiori. La sua performance è un mix perfetto di energia e vulnerabilità, che rende Lenny un personaggio indimenticabile.
Valerie Perrine, nel ruolo di Honey Harlow, fornisce una controparte altrettanto potente. La sua interpretazione è delicata e complessa, e le è valsa una candidatura agli Oscar. Honey è il cuore emotivo del film, rappresentando sia l’amore che la sofferenza nella vita di Lenny.
Jan Miner interpreta la madre di Lenny, una donna forte che ha avuto un ruolo importante nella sua vita. La sua relazione con il figlio offre uno spaccato più intimo della personalità di Lenny, mostrandone i legami familiari e le influenze formative.
Il film esplora una serie di tematiche universali e senza tempo:
Libertà di parola: Lenny Bruce è presentato come un martire della libertà di espressione, un uomo che ha sacrificato tutto per sfidare le convenzioni sociali e difendere il diritto di parlare liberamente.
Censura e moralità: La storia di Lenny mette in luce i conflitti tra arte e moralità, tra ciò che è considerato accettabile dalla società e ciò che l’artista ritiene necessario per esprimere la verità.
Dipendenza e autodistruzione: Il film non evita di mostrare i lati più oscuri della vita di Lenny, inclusa la sua dipendenza da droghe e il modo in cui questa ha contribuito alla sua rovina.
Amore e conflitto: La relazione tra Lenny e Honey è centrale nella narrazione, un mix di passione, dolore e complicità che riflette la complessità delle relazioni umane.
Lenny Bruce è considerato una figura pionieristica non solo per la stand-up comedy, ma anche per il movimento dei diritti civili e la cultura controculturale degli anni '60. Il film ha contribuito a riportare l’attenzione sulla sua vita e sul suo lavoro, ispirando una nuova generazione di comici e artisti a sfidare i confini della censura.
Bob Fosse, con Lenny, dimostra ancora una volta la sua capacità di andare oltre il mero intrattenimento, utilizzando il cinema per esplorare questioni profonde e complesse. Il film rimane un’opera potente e provocatoria, capace di affascinare e far riflettere il pubblico su temi di libertà, moralità e il costo della genialità.
Adattamento teatrale: Il film è basato sull’omonima pièce teatrale di Julian Barry, che ha anche scritto la sceneggiatura. Barry aveva conosciuto personalmente Lenny Bruce, il che conferisce al film un ulteriore livello di autenticità.
Candidature agli Oscar: Lenny ha ricevuto sei nomination agli Oscar, tra cui Miglior Film, Miglior Regia (Bob Fosse), Miglior Attore Protagonista (Dustin Hoffman) e Miglior Attrice Protagonista (Valerie Perrine). Nonostante non abbia vinto nessun premio, il film è considerato uno dei migliori biopic mai realizzati.
Realismo e meticolosità: Dustin Hoffman ha trascorso mesi a studiare i monologhi e i gesti di Lenny Bruce per poterli riprodurre fedelmente. Ha persino lavorato con persone che conoscevano Bruce personalmente per catturarne l’essenza.
Stile visivo: Il direttore della fotografia, Bruce Surtees, ha utilizzato un’illuminazione minimalista e angolazioni innovative per creare un’atmosfera intima e quasi claustrofobica, che rispecchia la spirale discendente della vita di Lenny.
Rivisitazione critica: All’epoca della sua uscita, il film ricevette recensioni contrastanti, ma è stato rivalutato nel corso degli anni ed è oggi considerato un capolavoro. In particolare, è lodato per la sua modernità e per il modo in cui affronta temi che restano rilevanti ancora oggi.
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